Piano Paesaggistico
Piano Paesaggistico
Alla fine del 2015 la Regione e il Segretariato Regionale del MiBAC per l’Emilia-Romagna hanno firmato l’Intesa istituzionale per l’adeguamento del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR) al Codice dei beni culturali e del paesaggio e nel dicembre 2016 si è insediato il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che, costituito da rappresentanti sia della Regione Emilia Romagna sia del Ministero della Cultura, ha il compito di coordinare i lavori e procedere alla realizzazione congiunta dell’adeguamento del PTPR.
Tale intesa è stata più volte prorogata e rinnovata, dando atto degli stati d’avanzamento del processo di adeguamento tuttora in corso; l’attuale Intesa, in particolare, è stata approvata con la Delibera di Giunta regionale n. 265 del 20 febbraio 2024. La stessa delibera di Giunta ha dato atto che l’attività di adeguamento del PTPR al Codice finora condotta dal CTS ha raggiunto il sostanziale completamento della ricognizione, individuazione e rappresentazione cartografica dei beni paesaggistici e ha quindi stabilito di dare formale riconoscimento agli esiti raggiunti tramite una variante integrativa al PTPR vigente, in attuazione dell’art.143, comma 1, lettere b), c) e d), del Codice e in anticipazione della conclusione dell’adeguamento del PTPR.
Si tratta di un impegno ampio, volto a dare a chi vive e opera sul territorio certezze sia sulla perimetrazione delle aree tutelate sia degli interventi compatibili con la conservazione, la valorizzazione ed eventualmente il recupero dei valori paesaggistici che le caratterizzano.
Fase 1: Individuare con certezza le aree tutelate: l’attività di ricognizione del patrimonio tutelato
L’attività di adeguamento del Piano Paesaggistico, svolta dal CTS sulla base delle Linee guida “Pianificazione paesaggistica” elaborate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2011, si è concentrata nella prima fase sulla corretta individuazione delle aree di notevole interesse pubblico tutelate con provvedimento di dichiarazione ai sensi dell’art. 136 del D.lgs 42/2004 e s.m.i. – Codice dei Beni Culturali e delle aree tutelate ope legis ai sensi dell’art. 142 dello stesso Codice
Le diverse forme di individuazione del perimetro delle aree tutelate che si sono susseguite in quasi cent’anni di tutela, con le cartografie che progressivamente vi si sono affiancate, hanno richiesto infatti di essere messe a sistema eliminando possibili fonti di incertezza, legate principalmente a riferimenti non più aggiornati o talora insufficienti, quando non contraddittori tra testo e cartografia allegata.
Per questo fondamentale impegno, corrispondente alla ricognizione dei beni paesaggistici e alla “loro delimitazione e rappresentazione in scala idonea alla identificazione” (art. 143, comma 1 lett.b) e c) del Codice), è stato vivo e regolare il confronto in seno al Comitato Tecnico Scientifico, che ha esaminato tutti i provvedimenti emessi ai sensi dell’art. 136 del Codice presenti sul territorio regionale, sulla base di una metodologia condivisa per risolvere eventuali perimetrazioni incerte o contraddittorie, e tutte le categorie tutelate ai sensi dell’art. 142 del Codice.
Coerentemente con i principi di trasparenza e leale collaborazione interistituzionale, la Regione e il MiC hanno ritenuto opportuno procedere alla pubblicazione delle individuazioni cartografiche dei Beni paesaggistici man mano validate dal CTS nello svolgimento dell’attività di ricognizione. Lo scopo della pubblicazione è stato innanzitutto far conoscere l’attività di ricognizione svolta da Regione e MiC, affinché gli Enti locali e i vari soggetti istituzionali possano tener conto di tali ricognizioni per l’individuazione delle aree su cui la tutela opera.
La pubblicazione ha inoltre permesso di avviare in via collaborativa, a partire già dal 2020, l’ulteriore verifica dei risultati progressivamente raggiunti nella ricognizione dei Beni paesaggistici e il loro perfezionamento con l’apporto, in alcuni casi decisivo, della documentazione integrativa e della conoscenza dei luoghi fornita dalle Amministrazioni Comunali. Inoltre ha consentito di confermare, in termini generali, l’affidabilità e la precisione dell’esatta perimetrazione dei vincoli paesaggistici effettuata dal CTS.
Dopo tale positiva sperimentazione, con deliberazione n. 1492 del 22/09/2025 la Giunta regionale ha disposto l’avvio del procedimento di adeguamento cartografico del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale vigente al Codice dei beni culturali e del paesaggio, D.lgs. n.42 del 2004. Il 24 e 25 novembre e il 1 dicembre 2025 si sono tenuti gli incontri di Consultazione preliminare in tre diverse sedi regionali, rispettivamente Parma, Ravenna e Bologna.
Dopo la fase di consultazione preliminare, la Giunta Regionale con deliberazione n. 1018 del 22 giugno 2026 ha assunto la proposta di adeguamento cartografico del piano territoriale e paesaggistico regionale al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. n. 42/2004).
Gli elaborati costitutivi la proposta di Piano e la relativa documentazione di Val.S.A.T sono depositati per centoventi (120) giorni presso gli uffici dell’Area Territorio, Città, Paesaggio e dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale e Autorizzazioni della Regione Emilia-Romagna in viale Aldo Moro n.30, Bologna e contestualmente pubblicate nel sito web istituzionale, alla pagina dedicata all’Adeguamento cartografico del PTPR della sezione Territorio, raggiungibile tramite il link: https://territorio.regione.emilia-romagna.it/paesaggio/adeguamento-ptpr/ad_carto_ptpr_dlgs42, cliccando sull’icona assunzione (Assunzione – Paesaggio – Territorio), nonché nella banca dati delle valutazioni ambientali (https://serviziambiente.regione.emilia-romagna.it/viavasweb/ricerca/dettaglio/6980).
Entro il termine di scadenza del deposito, ovvero entro e non oltre il 12 novembre 2026, chiunque può prendere visione, ottenere informazioni pertinenti e formulare osservazioni direttamente alla Regione Emilia-Romagna sui contenuti della proposta di piano assunta per le quali è attiva la pagina: https://territorio.regione.emilia-romagna.it/paesaggio/adeguamento-ptpr/ad_carto_ptpr_dlgs42/osservazioni-proposta-ptpr-assunto
È importante sottolineare che la perimetrazione dei beni paesaggistici pubblicata non tiene conto delle aree escluse dalla tutela ai sensi del comma 2 dell’art. 14 e che l’adeguamento cartografico del PTPR al Codice dei beni culturali e del paesaggio acquisirà efficacia giuridica sul territorio solo a seguito della sua adozione. Fino ad allora costituiscono il miglior quadro conoscitivo a disposizione per l’applicazione della tutela, fermo restando il valore giuridico dei provvedimenti emessi ai sensi dell’art. 136 del D. Lgs. 42/2004 e delle tutele ope legis ai sensi dell’art. 142 del D. Lgs. 42/2004.
È possibile consultare le perimetrazioni dei beni paesaggistici sulla mappa interattiva del WebGIS del Segretariato. L’attività di ricognizione dei beni paesaggistici procede parallelamente infatti all’opera di perimetrazione vettoriale di tutti beni immobili, architettonici ed archeologici, tutelati ai sensi della parte seconda del Codice, svolta dal Segretariato Regionale con la fondamentale collaborazione delle Soprintendenze e pubblicata sul sito www.patrimonioculturale-er.it , nell’ottica di giungere ad un sistema coerente e certo messo a disposizione dei tecnici e dei cittadini per l’individuazione di tutto il patrimonio tutelato.
Fase 2: Dare certezza alla tutela: l’attività di determinazione delle prescrizioni d’uso
Conclusa l’attività di ricognizione e identificazione cartografica dei beni paesaggistici tutelati ai sensi dell’art. 136 e 142, il CTS sta affrontando il tema della determinazione delle specifiche prescrizioni d’uso intese ad assicurare la conservazione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici, estetici espressi dagli aspetti e caratteri peculiari degli immobili o delle aree tutelati dall’art. 136 e della loro valenza identitaria in rapporto al territorio in cui ricadono.
Complessivamente il territorio regionale ricomprende 207 Beni paesaggistici individuati dall’art. 136: il Comitato Tecnico Scientifico ha impostato il lavoro di vestizione affrontando prioritariamente i Beni di cui all’art. 136 co. 1 lett. a) e b), che rappresentano circa un terzo dei 207 beni paesaggistici e sono caratterizzati da una limitata estensione.
La loro trattazione ha costituito un primo passaggio essenziale anche per la definizione della disciplina dei Beni di più vasta dimensione di cui all’art. 136 co. 1 lett. c) e d), che rappresentano circa i 2/3 del totale e che verranno affrontati contestualmente alla vestizione dei Beni art. 142 (i fiumi, i boschi, i laghi, ecc.), ampliando progressivamente la scala di analisi.
Il lavoro inerente al primo gruppo di Beni è stato affrontato individuando in primo luogo delle “tipologie” in base all’oggetto dei beni paesaggistici: esemplari arborei, viali alberati, boschetti, ville con parco, parchi di ville, parchi e giardini pubblici, emergenze geomorfologiche.
Metodologicamente per ogni tipologia sopra richiamata è stata definita e concordata una “scheda tipo” che, riconoscendo i valori tutelati da ogni riconoscimento e prefigurando le possibili problematiche, fornisce indicazioni per la compilazione delle schede normative, individuando gli obbiettivi, le direttive e le prescrizioni ritenute più efficaci per la conservazione di tali valori.
Sono quindi state redatte e analizzate in sede di CTS una o più schede esemplificative di specifici beni paesaggistici, sufficientemente complessi e rappresentativi della tipologia in esame. Grazie a questa condivisione preliminare, sulla base della scheda tipo sono in corso di redazione tutte le schede dei beni della medesima tipologia.
Analoga procedura è attualmente in corso in merito dei beni di più ampia dimensione tutelati ai sensi all’art. 136 co. 1 lett. c) e d),
Saline di Cervia _Pietro Fabbri
Ultimo aggiornamento
15 Luglio 2026, 11:03
Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna